GUAI PER IL NUMERO UNO DEL SOCIAL NETWORK MARK ZUCKENBERG

Anche i miliardari hanno i loro problemi. Il New York Times e il Guardian hanno lanciato un’inchiesta che dimostra come cinquanta milioni di profili Facebook siano stati rubati per influenzare la campagna elettorale di Donald Trump (e non solo). Chi ha rubato questi dati? Secondo quanto riportato la colpevole è Cambridge Analytica, agenzia di marketing statunitense fondata nel 2013 da Robert Mercer. Quest’ultimo è uno dei maggiori finanziatori di Breitbart News, sito di estrema destra diretto da Steve Bannon (ex consigliere di Donald Trump durante la campagna elettorale).

Cambridge Analytica è una società qualificata per prelevare dagli utenti una grande quantità di dati. In base ai like, ai commenti e ai post, riescono a captare un ingente quantità di informazioni che poi vengono elaborate per tracciare il profilo “politico” degli users dei social network.  Qual è stato il ruolo di Facebook e di Zuckerberg allora?

Nel 2015 un ricercatore universitario, Aleksandr Kogan, realizzò un’applicazione che aveva l’obiettivo di creare profili psicologici e in grado di prevedere i comportamenti degli utenti. Per accedere a questa app 270.000 persone si sono collegate accedendo dal proprio account Facebook, condividendo così le proprie informazioni personali. I problemi sono sorti quando Kogan decise di condividere tali informazioni con Cambridge Analytica, violando i termini d’uso del social network più famoso al mondo.

Secondo quanto riportato al Guardian da Christopher Wylie, ex dipendente di Cambridge Analytica, la società americana avrebbe utilizzato i dati acquisiti dal 2015 al 2017 per influenzare grandi campagne elettorali come le presidenziali statunitensi del 2016 e il referendum sulla Brexit del 2017. Come? Creando dei profili “bot” che condividessero informazioni false su Facebook contro gli avversari di Donald Trump e contro i detrattori del referendum britannico.

La domanda principale che si chiedono in molti è: Zuckerberg sapeva dei profili rubati per influenzare la campagna elettorale americana ed inglese? Facebook ha sospeso Cambridge Analytica soltanto venerdì 16 marzo. La senatrice democratica Amy Klobuchar ha chiesto che il fondatore del social network venga ascoltato dalla Commissione di Giustizia del senato per spiegare la sua posizione in merito alla vicenda.

Nell’attesa che il miliardario più famoso al mondo faccia chiarezza sull’accaduto, l’inchiesta è destinata ad allargarsi, e promette altri interessanti risvolti.