Se dovessimo annoverare, in una ipotetica lista, le più grandi invenzioni del terzo millennio sicuramente ne inseriremmo una che ha rivoluzionato il modo di vendere ed acquistare materiale: l’e-commerce. Nel 2018 possiamo dire che la quasi totalità delle aziende, in Europa e negli altri continenti, sono sbarcate in questo mondo, per ampliare il proprio mercato e stabilire un contatto diretto e senza soluzione di continuità con i propri clienti. E da noi? Come sta andando l’e-commerce in Italia? Qui proveremo a rispondere con una breve analisi.

Secondo alcune risultati emersi dal Netcomm Forum del 2018, appuntamento cardine per gli specialisti e gli appassionati del mercato elettronico, si è evidenziato che in Italia l’e-commerce è cresciuto di circa il +15% rispetto all’anno precedente. Un risultato molto buono che evidenzia come il nostro Paese, almeno qui, sia al passo con i tempi. Ma dove sono i settori in cui l’e-commerce va forte in Italia? I maggiori incrementi degli interessi dei consumatori si sono verificati soprattutto nel settore dell’editoria (+25%), dell’abbigliamento (+21%) e dell’informatica ed elettronica (+18%). L’attenzione, però, va concentrata soprattutto sulle new entry, come per esempio il beauty (+29&), l’arredamento home & living (+44%) ed il food & grocery (+34%). Tuttavia, nonostante queste notevoli crescite dei settori dell’e-commerce, i negozi tradizionali rappresentano ancora il 90% rispetto all’impatto che ha sulla popolazione il commercio elettronico (6,5%).
L’e-commerce in Italia deve la sua crescita soprattutto alla rapida espansione dell’utilizzo degli smartphone in ogni categoria sociale, o quasi. Infatti, un terzo degli acquisti online vengono fatti tramite cellulare: comodo, rapido e sempre pronto all’utilizzo in ogni circostanza. Rispetto ad altri Paesi, però, l’Italia dimostra di essere ancora abbastanza indietro. La crescita dell’e-commerce in Italia è buona, ma lenta rispetto ad altre nazioni come la Germania, l’Inghilterra e la Francia. Questo si è verificato perché, facendo un banale esempio, è più probabile che un consumatore italiano acquisti on-line un prodotto inglese, piuttosto che il contrario. L’e-commerce in Italia sarà attivo e non passivo solamente quando la maggior parte delle aziende tricolore capiranno che la presenza digitale è fondamentale per la creazione e la sopravvivenza dei propri canali d’acquisto con i clienti.