Hashtag, articoli, post sui social media. Il Coronavirus è l’argomento più cliccato del momento.

Dalla preoccupazione alla psicosi: quanto la paura sta condizionando gli acquisti degli italiani?

Ad oggi non si parla di altro. Il Coronavirus, un virus ad RNA che, colpisce le vie respiratorie dell’essere umano, sta condizionando la quotidianità di ogni persona. I media bombardano di notizie a riguardo e la psicosi generale ha portato a gesti assurdi. Le razzie dei supermercati, l’acquisto di massa di mascherine e gel disinfettante mani. Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione, paragona il comportamento d’acquisto suscitato dalla psicosi “come ai tempi della Guerra del Golfo e di Chernobyl“.

Il settore di vendita al dettaglio e GDO, è alle prese con la carenza di produzione di beni causata dal Coronavirus. Man a mano che i focolai aumentano e il virus si diffonde, il settore commerciale continua a risentirne. Questo causa cali di profitto, impatti negativi sulle vendite e inadempienze creditizie tra società che dipendono fortemente dal vasto potere di consumo della Cina.

Alcune categorie di prodotti, tuttavia, sembrano ben posizionate per beneficiare dei cambiamenti nel comportamento dei consumatori causati dall’epidemia.

Il Coronavirus ha innescato infatti, un picco nelle vendite online. La preoccupazione e la paura di lasciare il focolare domestico ha condizionato anche l’acquisto di beni primari, facilmente acquistabili online con qualche click.

Ma questa epidemia virale ha principalmente permesso un’aumento eclatante di vendite per i marchi che vendono prodotti a potenziamento immunitario, disinfettanti e mascherine.

E non sono tardati ad arrivare lo sciacallaggio e la speculazione commerciale. La paura viene sfruttata per aumentare i propri profitti, e collegandosi a piattaforme di vendita online si nota come per confezioni di 1 litro di Amuchina servono all’incirca 30€ (+650% di rincaro) e per gel e saponi disinfettanti si arriva a quasi 25€ a confezione.

 

coronavirus

 

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La speculazione di alcuni venditori online è alta: inseriscono annunci di confezioni multiple, ed il piccolo numero di prodotti disponibili. Per un periodo di tempo inseriscono la dicitura “esaurito”, in modo da ottenere poi appena reso disponibile di nuovo l’acquisto, la vendita rapida dei prodotti a causa dell’ansia dell’acquirente e del momento delicato che si sta vivendo in queste settimane.

AngeliniPharma, è intervenuta specificando in una nota che “è opportuno precisare che il prezzo ai propri canali diretti di tutti i prodotti a marchio Amuchina è rimasto invariato e non ha subito alcuna variazione rispetto al periodo pre-epidemia da coronavirus”.

Il ruolo dei media: Coronavirus, fake news e clickbaiting

Con il dilagarsi della paura e della psicosi chi ne approfitta è anche il settore dei media: bufale, fake news e titoli clickbaiting invadono la rete.

La cattiva informazione crea allarmismo e gli utenti aspettano solamente l’ultimo aggiornamento dai siti di informazione per capire quello che sta succedendo in Italia ed in tutto il mondo.

Da quando i focolai si son accesi anche in Italia, nel lodigiano e nel padovano, si è sviluppato un giro di informazioni e dati fake che hanno creato un’isteria di massa. Bufale che hanno portato ad offuscare i pareri di virologi, epidemiologi ed esperti di fama internazionale, che cercano di far capire quanto sia importante in questo momento mantenere la calma.

“L’infezione, dai dati epidemiologici oggi disponibili su decine di migliaia di casi, causa sintomi lievi e moderati – una specie di influenza – nell’80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una polmonite, il cui decorso è però benigno in assoluta maggioranza”. Giovanni Maga, direttore Cnr-Igm, Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche

L’infodemia, cioè la grande quantità di informazioni dei media da cui siamo costantemente bombardati rende complicato selezionare quali siano le fonti più sicure ed affidabili.

I Social Network come Facebook e Twitter hanno contribuito a contenere la diffusione di notizie false, di bufale e informazioni con fonti non attendibili.

Il ministero della Salute ha creato una pagina ufficiale dedicata all’emergenza coronavirus così come l’Organizzazione mondiale della Sanità (qui).